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Titolo Agente speciale 006Il progetto "AGENTE SPECIALE 006 - Come una comunità può essere agente della qualità", promosso dal Settore Servizi Educativi e Scolastici dell'Unione Terre d'Argine, è stato candidato al Bando legato alla Legge Regionale n.3/2010 in favore dello sviluppo di processi partecipativi, aggiudicandosi il secondo posto tra i 64 progetti ammessi alla valutazione (Determina di Giunta Regionale 14153/2015).
Il progetto, che si pone in continuità con i percorsi già attivati negli ultimi anni sul tema della partecipazione dei cittadini/utenti, si propone di coinvolgere la comunità sulla definizione di un Regolamento capace di favorire e incrementare la partecipazione attiva dei cittadini nei servizi 0/6 dell'Unione Terre d'Argine. Famiglie, insegnanti, educatori e gestori dei servizi per l'infanzia saranno chiamati a prendere parte a questo obiettivo, così come ogni cittadino o altro soggetto che sia interessato a contribuire alla qualità dei servizi 0/6.

 

LA MISSIONE DEL PROGETTO

OGGETTO
Definizione di un nuovo modello normativo ed operativo (regolamento) capace di favorire e incrementare la partecipazione attiva della comunità nei servizi 0/6 dell'Unione Terre d'Argine.
Il Regolamento sarà redatto in modo da valorizzare e comporre i risultati ad oggi conseguiti in termini di dialogo, relazione e confronto con i soggetti significativi nel sistema educativo 0/6, sistematizzando, aggiornando e implementando i contenuti di tre strumenti importanti oggi in essere:
* Carta dei servizi educativi 0/6 (da aggiornare)
* Protocollo per la partecipazione e collaborazione tra famiglie e servizi 0/6 (da integrare)
* Vademecum del rappresentante dei genitori Nidi e Scuole dell'Infanzia (da promuovere)

Il Regolamento sarà dunque un documento che…
* inquadra modalità e strumenti per ricevere informazioni, esprimere esigenze, formulare proposte, costruire relazioni, definire priorità, monitorare risultati, valutare ricadute;  *cevidenzia diritti e doveri condivisi per l'offerta di servizi che puntano ad essere innovativi e di alta qualità, nell'ambito dei quali è funzionale, oltre che necessario, il contributo di tutta la collettività che si fa così educante e collaborativa;
* è rivolto a tutti, non più solo a famiglie, insegnanti, educatori e gestori: le Istituzioni, il Terzo settore e i cittadini (anche i più giovani) potranno disporre di strumenti per essere partecipi della qualità di un servizio 0/6 che supera i confini meramente"scolastici" ed estende l'ambiente dell'apprendimento e del benessere socioeducativo al contesto-comunità.

SCOPO
Deliberare un Regolamento per la partecipazione dei cittadini nei servizi 0/6 dell'Unione Terre d'Argine che tenga conto degli strumenti messi in campo attraverso Carta dei servizi, Protocollo per la partecipazione e collaborazione tra famiglie e servizi comunali per l'infanzia 0/6, Vademecum del rappresentante, li renda funzionali (rivedendoli, aggiornandoli, integrandoli) e li collochi coerentemente dentro ad un'unica cornice capace di valorizzare la partecipazione alla qualità dei servizi educativi 0/6, da intendersi come diffusi al contesto-comunità educante e non solo limitati alla tradizionale dinamica famiglia-istituzioni.

OBIETTIVI
Obiettivo generale
* Definire i contenuti e la struttura del "Regolamento", per favorire, incrementare e attivare fattivamente la partecipazione della comunità nei servizi 0/6 dell'Unione Terre d'Argine.
Le opportunità (modi e strumenti) di partecipazione contenute nel regolamento, ordinate e implementate rispetto le attuali possibilità, andranno nella direzione di rendere i cittadini attenti, attivi e, soprattutto, "agenti": soggetti che interagiscono con il contesto dei servizi educativi, si impegnano a rendere il territorio a misura di bambini e bambine, compiono azioni guidate da medesimi principi e valori.

Obiettivi specifici
* Analizzare punti di forza e debolezza, oltre a facilità di attuazione ed efficacia, degli strumenti partecipativi in uso.
* Rafforzare la competenza di "agente" della comunità educante attraverso l'acquisizione di nuove abilità e strumenti.
* Favorire la partecipazione della comunità ai processi di costruzione e valutazione della qualità dei servizi 0/6.
* Sostenere lo sviluppo di azioni integrate tra servizi e terzo settore incrementando il capitale sociale.
* Promuovere la diffusione di pratiche partecipative relative alle politiche socioeducative che vadano oltre i "target".
* Condividere l'assunzione di responsabilità innanzi alle scelte di allocazione delle risorse economiche.

RISULTATI
Redazione del REGOLAMENTO attraverso:
* revisione/aggiornamento Carta dei servizi
* revisione/aggiornamento Protocollo
* revisione/aggiornamento Vademecum del Rappresentante
* integrazione di modalità e strumenti di partecipazione
* estensione del target a cui riferire la partecipazione, vale a dire la comunità contesto educante
Attivazione e costituzione gruppi multistakeholder di "agenti della qualità".
Consolidamento delle esperienze di partecipazione intraprese e delle relazioni imbastite.
Allargamento del confronto a soggetti "altri" (oltre a educatori - insegnanti - famiglie).


Appuntamenti Agente speciale006APPUNTAMENTI

CALENDARIO DEGLI INCONTRI

Carpi: 23 febbraio ore 20:30 presso Sala Consiliare, C.so A. Pio 91, Carpi
Novi di Modena: 23 febbraio ore 18:30 presso Centro Giovani, via Alessandro Volta 12

Campogalliano: 25 febbraio ore 18:30 presso sala consiliare, Comune di Campogalliano, piazza Vittorio Emanuele II, 1

Soliera: 26 febbraio ore 18.15 presso Sala Consiliare del Castello Campori, P.zza F.lli Sassi
Carpi: 21 marzo dalle ore 18:00 alle 20:00 (CET) presso Autostazione Corriere - viale Peruzzi

Carpi: 5 maggio dalle ore 18:00 alle 20:00 presso Circolo Loris Guerzoni - via Genova 1

GLI INCONTRI SUL TERRITORIO

Fotoreportage dei Focus group

Fotoreportage campogalliano Fotoreportage carpi Fotoreportage novi Fotoreportage soliera

 

Contenuti emersi dal primo incontro del tavolo di negoziazione con la comunità

Ogni nido, ogni scuola dell’infanzia, è una piccola comunità inserita in un più ampio sistema di relazioni.
La molteplicità di “voci” presente nei servizi, e nell’intero sistema, è considerata una risorsa importante e una fonte di costante arricchimento per ciascuno e per tutti.
Educatori, insegnanti, pedagogisti, amministratori, gestori, operatori, genitori, nonni, fratelli e sorelle, tecnici, volontari e cittadini… il contributo di ciascuno di questi soggetti, in relazione sia al ruolo che ai fattori personali, è determinante nel dare forma concreta alla qualità dell’esperienza educativa dei bambini e delle bambine.
Per crescere in modo armonico, i bambini hanno bisogno di contesti di vita che veicolino messaggi tra loro non conflittuali; per questo il lavoro educativo è volto a proporre ai bambini e alle bambine esperienze tra loro coerenti.
La coerenza del contesto educativo è garantita dall’adozione di strategie di dialogo e confronto tra i tanti soggetti che, a diverso titolo, vi partecipano: tra questi è privilegiata una modalità basata sulla partecipazione e la negoziazione delle soluzioni.

Il punto di partenza: la qualità dell'esperienza educativa
La Carta dei servizi ha l’obiettivo di illustrare i principi, le regole, le modalità e le azioni che definiscono gli asili nido e le scuole dell’infanzia comunali, al fine di mettere in evidenza, attraverso una informazione chiara e adeguata, il profilo qualitativo dei servizi, garantendo il diritto di partecipazione.
Rappresenta un patto tra cittadini e Amministrazione, che delinea diritti e doveri reciproci nell’ottica della responsabilità relativa all’educazione dei bambini e delle bambine.


Le macro aree della qualità


 1  2  3
Il contesto educativo:
spazio, arredi, materiali,
...
L’organizzazione del servizio:
coordinamento, formazione,
aggiornamento, modalità,
...
Il lavoro dell’équipe educativa:
ambientamento, strutturaz. dei
tempi, progettaz. e program.,
osservaz., documentaz. valutaz.
...
 4  5  6
Il sistema delle relazioni:
tra bambini, tra adulti,
tra bambini e adulti,
...
La continuità orizzontale:
continuum tra servizio,
scuola, contesto familiare
e territoriale.
La continuità verticale:
passaggio tra le diverse
istituzioni educative
e scolastiche.

 

 

Contenuti emersi dal secondo incontro del tavolo di negoziazione con la comunità

 

Valori
La partecipazione porta con sè...

- Coinvolgimento, Coerenza

- Ascolto, Dialogo

- Confronto, Condivisione

- Responsabilità, Trasparenza

- Conoscenza, Rispetto

- Innovazione, Creatività

- Sintonia, Serenità

- Rete, Reciprocità

- Uguaglianza, Solidarietà

- Sostenibilità, Flessibilità

- Disponibilità, Pazienza

- Interscambio, Integrazione

- Efficacia, Efficienza

- Appartenenza, Apertura

- Tenacia, Perseveranza

Modalità

- Divulgazione/Disseminazione diinformazioni (offline/online)

- Colloquio individuale

- Incontri di gruppo (confronto con sospensione dei giudizi)

- Momenti conviviali (interni/esterni)

- Giornate "aperte" (scuola, famiglia,comunità…per condividere l'agire educante)

- Attività formative comuni

- Attività extrascolatische comuni

- Collaborazioni tra soggetti diversi

- Progettazioni comunitarie

- Tavolo di confronto stabile

Strumenti e alleanze

- Vademecum del rappresentante

- Protocollo per la partecipazione e collaborazione

- Carta dei servizi

- Progetto educativo

- Piano dell'offerta formativa

- Regolamenti delle strutture/servizi

- Capitolati di gestione

- Regolamenti del verde/delle manutenzioni

 

Il contesto educativo
A cosa ispirarsi
• Rendere il più possibile accogliente l'area circostante ai servizi educativi,  limitando la percezione di distacco e separazione tra ambiente esterno/interno.
• Aprire i servizi educativi al territorio anche fuori orario, estendendo le possibilità di relazione tra genitori, educatori, operatori, bambini sia in entrata che in uscita.
• Garantire in tutti i servizi educativi lo stesso livello di qualità degli arredi, delle attrezzature e degli strumenti a disposizione.
A cosa porre attenzione
• Eliminare le barriere architettoniche.
• Limitare il traffico negli orari scolastici.
• Regolare gli attraversamenti pedonali con l'ausilio di volontari.
• Coinvolgere la comunità (volontari e talenti) in attività educative e ricreative.
• Garantire strutture sicure, accessibili, sostenibili, a misura di bambino.
• Realizzare percorsi ciclo-pedonali sicuri casascuola.
• Rendere il cortile un giardino didattico educativo (attrezzati con giochi che stimolano e fanno crescere).
L'organizzazione del servizio
A cosa ispirarsi
• Favorire l'ascolto reciproco e l'emersione dei reciproci diritti/doveri.
• Valorizzare la ricchezza portata dalle differenze e dalla complessità.
• Promuovere l'identità dei servizi educativi attraverso strumenti di comunicazione nuovi e più pervasivi.
A cosa porre attenzione
• Incrementare gli strumenti di comunicazione.
• Creare continuità e dare stabilità alle relazioni educatori-genitori-bambini.
• Sviluppare molteplici esperienze creative.
• Favorire il dialogo e il confronto tra soggetti diversi.
• Rendere flessibili/elastici gli orari di entrata ed uscita.
• Incrementare l'efficacia del coordinamento tra chi agisce in abito educativo e chi agisce in ambito amministrativo/gestionale.
Il lavoro dell'equipe educativa
A cosa ispirarsi
• Integrare tra loro le istanze di educatori, operatori e genitori in un'unica cornice di corresponsabilità (patto).
• Rendere sinergico e comune il coordinamento pedagogico tra le diverse realtà scolastiche (statali, comunali, paritarie…) salvaguardando l'autonomia di ciascuno.
A cosa porre attenzione
• Incrementare la rappresentanza della equipe educativa alle diverse formazioni.
• Fornire un quadro comprensibile della motivazione inerenti le scelte educative.
• Formare e aggiornare gli insegnanti, gli educatori, i genitori sul primo soccorso.
Il sistema delle relazioni
A cosa ispirarsi
• Lavorare sui rapporti di fiducia (genitori/insegnante) e sulla convivenza civica e conoscenza reciproca (tra genitori).
• Incentivare la collaborazione tra insegnanti/genitori in particolare nell'emersione dei problemi.
• Favorire relazioni plurime tra i bambini (limitando l'autodeterminazione di "gruppi esclusivi").
• Rendere gli ambienti (sia interni che esterni) coerenti alle varie fasi del bambino.
A cosa porre attenzione
• Facilitare l'ascolto empatico.
• Valorizzare le differenze.
• Aggiornare e socializzare i dati di sistema utili ad inquadrare il contesto educativo e socioculturale.
• Creare una rete aperta di volontari (di più settori: agricoltura, artigianato, immagine, multimedia,"soccorso") a cui fare riferimento e con cui interagire.
La continuità orizzontale

A cosa ispirarsi
• Incrementare le occasioni di comunicazione scuola e famiglia.
• Sostenere l'integrazione sociale -culturale tra famiglie straniere.
• Rendere la comunità parte integrante del progetto educativo.

A cosa porre attenzione
• Realizzare incontri mirati e dedicati.
• Mettere a disposizione uno più mediatori di comunità
• Consentire di portare i bambini alle riunioni.
La continuità verticale
A cosa ispirarsi
• Aumentare la conoscenza dei servizi presenti sul territorio.
• Integrare la carta dei servizi tra le diverse strutture private e pubbliche.
• Aprire i servizi educati alla comunità e porsi in relazione con il territorio.
• Garantire ampia diffusione delle informazioni generali.
• Valorizzare maggiormente il "Progetto continuità" infanzia-primarie.
A cosa porre attenzione
• Organizzare i centri estivi come occasione di continuità.
• Realizzare attività di comunità (uscite, feste, ecc…).
• Realizzare (una settimana prima dell'avvio) momenti di incontro tra scuola e famiglie (nuovi utenti).
• Organizzare momenti di scambio tra insegnanti presenti e nuove.
• Favorire il passaggio dolce da una scuola all'altra.
 

Raccomandazioni

 I servizi
Porre attenzione
• al confronto con l'Amministrazione;
• all'organizzazione del servizio per permettere a chi vi opera di occuparsi principalmente dei bambini e delle famiglie;
• allo sviluppo della progettazione educativa (deve partire dalla lettura e osservazione delle esigenze/potenzialità dei bambini e delle famiglie);
• ad incrementare il coordinamento tra i diversi attori del mondo 0-6 (scuola, comune, stato, privati);
• a incentivare l'interscambio tra le strutture dedicate alle diverse fasce d'età;
• alla sperimentazione di attività/progetti che coinvolgono attori diversi e agenzie educative;
• agli abbinamenti alimentari adeguati, con il giusto equilibrio calorico-proteico (piatti piacevoli alla vista e al palato, sperimentare anche tradizioni culinarie regionali);
• alla pulizia degli ambienti e alla collaborazione con le educatrici nello svolgere alcune attività (gite o comunque uscite di vario genere).

Il bambino
Porre attenzione
• alle esigenze del bambino e ai suoi diritti (di espressione di sé, di gioco, di accoglienza, di avere il giusto tempo, ecc…);
• alle specificità e diversità di ciascun bambino;
• ai bambini più vulnerabili (chi fatica ad inserirsi, chi non riesce a fare amicizie, chi è preso di mira);
• ai bambini con difficoltà di relazione con i coetanei, che usano modi non adeguati per attirare l'attenzione;
• alla capacità del bambino di sviluppare relazioni con persone che rivestono ruoli differenti (ad es. considerando persone che possono entrare nella scuola e portare il proprio sapere).

La famiglia
Porre attenzione
• alle proposte dei genitori (incentivando la collaborazione istituzioni-famiglie);
• alla comunicazione, relazione e integrazione tra famiglie;
• a dare ai genitori la possibilità di conoscere gli amici dei figli/e;
• al coinvolgimento di educatori-genitori-bambini in attività ludiche;
• ai momenti di attesa dei genitori per fare gruppo;
• alla percezione della qualità del servizio impiegando strumenti semplici di rilevazione della soddisfazione;
• alla manutenzione partecipata coinvolgendo maggiormente genitori o nonni (snellire le procedure e ottimizzare i tempi).

La comunità
Porre attenzione
• ai messaggi educativi che passano nell'agire quotidiano di tutti gli adulti;
• a sviluppare progettazioni partecipate specifiche dove ognuno possa portare le proprie esperienze;
• a valorizzare le diverse culture del territorio promuovendo l'incontro conviviale (es. feste etniche);
• a valorizzare il volontariato nel controllo/presidio dei giardini prossimi alle scuole;
• a incentivare la collaborazione tra pubblico e privato.

 

 

Contenuti emersi dal terzo incontro del tavolo di negoziazione con la comunità

 

#continuità Come promuovere la collaborazione e la continuità progettuale tra scuola dell’infanzia e scuola primaria?
#statali Come far leva sulle direzioni statali perchè assumano il Protocollo, Vademecum, Carta dei servizi?
#riferimento Come individuare il soggetto di riferimento?
#spazi Come rendere disponibili all’uso gli spazi dei servizi educativi - che sono della comunità, anche in circostanze eccezionali?
#verifica Come può il genitore verificare circostanze, episodi e fatti avvenuti in classe senza invadere o invadendo il “campo”?
#sostegno Come attivare un canale di comunicazione con la famiglia per aiutare e sostenere il bambino in difficoltà?
#frazioni Come aiutare i bambini delle frazioni ad avere le stesse opportunità degli altri?
#finesettimana Come intercettare talenti del territorio dispobili gratuitamente a offrire servizi educativi/ricreativi nel fine settimana?
#interesse Come attrarre l’interesse degli adulti di riferimento alla vita del servizio educativo?
#coinvolgimento Come realizzare progetti inclusivi - coinvolgendo la comunità - in tutti gli ordini di scuola?
#stranieri Come coinvolgere i potenziali Agente 006 stranieri nei progetti, attività, servizi educativi?
#attenzione Come migliorare la comunicazione verso i genitori favorendo la reciproca attenzione?
#risorse Come trovare risorse organizzative per risolvere l’ampliamento delle oportunità (ad esempio per più gite)?
#rete Come creare una rete di servizi per agevolare la partecipazione dei genitori?
#salute Come accogliere a 360° le difficoltà di un bambino malato e la prevenzione/tutela della salute di tutti?
#cibo Come ridistribuire e trasformare il cibo perchè da spreco alimentare diventi risorsa?

 

 

Contenuti emersi dal quarto incontro del tavolo di negoziazione con la comunità

 

reportage quarto incontro

 

Contenuti emersi dal quinto incontro del tavolo di negoziazione con la comunità

VERSO IL DOCUMENTO DI PROPOSTA PARTECIPATA ...

Regolamento
Come una comunità può essere agente della qualità nei servizi educativi 0/6
Il Regolamento è un modello normativo e operativo redatto in modo da
valorizzare e comporre i risultati ad oggi conseguiti in termini di dialogo, relazione e confronto con i soggetti significativi nel sistema educativo 0/6;
tener conto degli strumenti ad oggi messi in campo, resi più funzionali (attraverso revisione, aggiornamento, integrazione) e organizzati coerentemente dentro ad un’unica cornice di possibilità.
Il Regolamento è un documento che…
inquadra modalità e strumenti per ricevere informazioni, esprimere esigenze, formulare proposte, costruire relazioni, definire priorità, monitorare risultati, valutare ricadute;
evidenzia diritti e doveri condivisi per l’offerta di servizi che puntano ad essere innovativi e di alta qualità, nell’ambito dei quali è funzionale, oltre che necessario, il contributo di tutta la collettività che si fa così educante e collaborativa;
è rivolto a tutti: le Istituzioni, il Terzo settore e i cittadini (anche i più giovani) potranno disporre di strumenti per essere partecipi della qualità di un servizio 0/6 che supera i confini meramente “scolastici” ed estende l’ambiente dell’apprendimento e del benessere socio-educativo al contesto-comunità.
Il Regolamento è uno strumento cardine per realizzare una chiara VISIONE

Rendere la comunità un soggetto consapevole e partecipe nel migliorare la qualità dell’esperienza educativa dei bambini e delle bambine all’interno e all’esterno dei servizi 0-6 attraverso lo sviluppo di una precisa MISSIONE
Favorire e incrementare le opportunità (modi e strumenti) di partecipazione assegnando a educatori, insegnanti, pedagogisti, amministratori, gestori, operatori, genitori, nonni, zii e zie, fratelli e sorelle, tecnici, volontari, talenti e cittadini il ruolo e la responsabilità di agente speciale 006, vale a dire soggetti che

• interagiscono tra loro, si confrontano e dialogano in modo propositivo,
• adottano comportamenti e compiono azioni guidati dai medesimi valori,
• si impegnano a rendere il contesto scuola-territorio a misura di bambini e bambine,
• valorizzano tutti i servizi all’interno di un sistema ampio di relazioni educative.
Per favorire e incrementare le opportunità (modi e strumenti) di partecipazione sono state individuate alcune priorità su cui è necessario investire per migliorare:
• Comunicazione e consapevolezza
• Conoscenza degli strumenti disponibili
• Condivisione delle qualità/opportunità tra i diversi servizi
• Relazioni tra/con genitori, tra/con scuole, tra/con volontari
• Coinvolgimento delle famiglie straniere
• Sensibilizzazione della comunità al progetto educativo
• Diffusione della corresponsabilità/partecipazione alla qualità
• Auto-attivazione per integrare/intercettare nuove risorse

 

Il documento di proposta partecipata

Il documento di proposta partecipata raccoglie i contributi emersi durante il percorso ed è stato inviato al Tecnico di Garanzia della Regione Emilia Romagna per la sua validazione. Il documento è già stato validato e costituisce quindi il presupposto per le azioni successive. E' possibile visionarlo anche sul sito dell'Osservatorio della Partecipazione E-R.

 

Approvato il regolamento agente speciale 006

Il 2016 si chiude con l’approvazione da parte del Consiglio dell’Unione Terre d’Argine del Regolamento Agente Speciale 006: all’unanimità i consiglieri hanno deciso di accogliere l’esito del percorso partecipativo che ha visto 237 cittadini – tra genitori, insegnanti, operatori e volontari di realtà organizzate – impegnati in un confronto propositivo per individuare “come una comunità può essere agente della qualità nei servizi educativi 0/6”.
Il Regolamento è stato discusso dopo l’aggiornamento e l’approvazione nei mesi scorsi del Protocollo per la partecipazione e collaborazione tra famiglie e servizi comunali per l’infanzia 0/6 anni (che si occupa di normare le attività come la cura del verde, il tinteggio delle aule, i progetti educativi proposti dai nonni o dai genitori…), del Vademecum del rappresentante dei genitori e della Carta dei Servizi educativi 0-6 anni.

Il Regolamento promuove il miglioramento della qualità dell’esperienza educativa dei bambini e delle bambine nei servizi 0-6 anni attraverso forme di collaborazione fra Amministrazione e Comunità, estendendo l’ambiente dell’apprendimento e del benessere socio-educativo al contesto-comunità.

Gli “Agenti speciali” (tutti cittadini attenti, attivi che interagiscono con il contesto dei servizi educativi e si impegnano a rendere il territorio a misura di bambini e bambine, compiono azioni guidate da medesimi principi e valori) sono chiamati a proporre e compiere vere e proprie “missioni speciali”, definite in base alle esigenze che di volta in volta emergono, funzionali all’esperienza educativa dei bambini e delle bambine all’interno e all’esterno dei servizi 0-6, soprattutto orientate a obiettivi di qualità da raggiungere tramite la sottoscrizione di un impegno che sostanzia la collaborazione tra cittadini e amministrazione.

 

Festa Agente Speciale 006

Il 20 Aprile scorso si è tenuta presso il circolo Loris Guerzoni, via Genova 1 a Carpi, la festa per tutti gli Agenti Speciali: un'occasione divertente e conviviale per conoscere la qualità dei nidi e delle scuole d’infanzia e le opportunità per esserne parte.

invito festa agente specialeScarica la locandina dell'evento in formato pdf

 

 

 

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foto di gruppo agenti speciali